Maurizio Domenico Savio Ciampi
Supervisor
Ugo Vicari
Maurizio Domenico Savio Ciampi
Supervisor
Ugo Vicari
Dall'archivio al repertorio
Memoria performativa del teatro belliniano e ricezione dell'opera italiana in Cina (1945–2025)
Metodologia
La ricerca combina strumenti provenienti da più ambiti: storia del teatro, musicologia, digital humanities e performance studies. Sul piano operativo si basa su due percorsi paralleli.
Il primo riguarda l’analisi qualitativa delle fonti: materiali d’archivio, immagini, registrazioni sonore e audiovisive, recensioni di stampa. Il secondo riguarda la costruzione di un archivio digitale che permetta di collegare tra loro questi materiali e renderli interrogabili.
La piattaforma sarà sviluppata con Omeka S e organizzata secondo standard di metadatazione diffusi nelle infrastrutture culturali internazionali (Dublin Core, LIDO, TEI). L’archivio metterà in relazione opere, produzioni, singole recite, interpreti e materiali documentari, in un’architettura compatibile con ecosistemi più ampi come Europeana.
Casi di studio
e collegamento tra i filoni
Il primo nucleo di indagine riguarda le produzioni delle opere di Bellini al Teatro Massimo Bellini dal secondo dopoguerra a oggi. L’analisi incrocerà archivi istituzionali del teatro, collezioni private e testimonianze orali di artisti e tecnici che hanno partecipato alle produzioni.
Un secondo filone osserva la ricezione contemporanea dell’opera italiana in Cina, con attenzione a due istituzioni: il National Centre for the Performing Arts di Pechino e l’Opera Research Institute di Nanjing. L’obiettivo è capire come il repertorio operistico italiano venga interpretato e riproposto in un contesto culturale profondamente diverso.
I due filoni non sono giustapposti per convenzione. Entrambi i contesti configurano una ricezione decentrata rispetto ai principali poli produttivi dell’opera italiana ma secondo vettori opposti. Il caso catanese rappresenta una periferia interna al sistema lirico nazionale: un teatro che porta il nome del proprio compositore, con una tradizione esecutiva locale stratificata nel tempo, ma storicamente soggetta alle pressioni economiche e organizzative che caratterizzano i teatri di provincia. Il caso cinese configura invece un’alterità culturale esterna, in cui il repertorio occidentale viene recepito e reinterpretato attraverso filtri istituzionali ed estetici che non condividono quella tradizione. Il confronto serve a distinguere ciò che nella trasmissione di un repertorio persiste: le pratiche vocali sedimentate, la memoria incorporata degli interpreti da ciò che cambia con il contesto. In questo senso, il caso cinese interroga il caso catanese: cosa sopravvive della tradizione belliniana quando viene recepita senza la mediazione diretta di quella stessa tradizione?
Analisi e risultati attesi
L’incrocio tra materiali d’archivio, fonti audiovisive e testimonianze permetterà di ricostruire alcune linee di continuità e trasformazione nelle interpretazioni delle opere di Bellini.
Il risultato sarà un archivio digitale dedicato alle produzioni belliniane catanesi, accompagnato da una piattaforma web multilingue. L’archivio è uno strumento di ricerca, un modo per osservare come la memoria teatrale si costruisce nel tempo, tra documenti e pratica scenica. Il confronto con il caso cinese darà profondità teorica ai risultati del caso catanese.
Bibliography
Bibliography
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