Sito in fase di aggiornamento
Dottorato di Ricerca AFAM
XLI Ciclo – Primo Anno

Mario Bronzino

Supervisore

Francesco Lucifora

Residency ad Method

Il ruolo delle curatorial practices nel rapporto tra visual arts e marginalità

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Residency ad Method
Claudio Parmiggiani, Un'opera per Celle, 2001, ghisa e inox, 300x300cm, Pistoia, Fondazione Gori-Celle

Domanda di ricerca

La ricerca studia la residenza artistica sotto il profilo delle pratiche curatoriali, attraverso cui sviluppare un metodo replicabile per attribuire carattere di ricerca ai processi espositivi del museo d’arte contemporanea, rivolti alle collezioni, alla critica, alle comunità e al territorio, in diretto rapporto con le visualandperformativearts.

Il maggior picco di sviluppo delle residenze dal 2009 ad oggi è avvenuto dopo il COVID-19, evidenziando l’esigenza di un’indagine sul loro eventuale ruolo per il museo d’arte contemporanea e sull’impatto verso l’odierna curatela di ricerca museologica.

Metodologia per raggiungere gli obiettivi

La metodologia practice-led and through arts esamina la residenza artistica per differenti tipologie di istituzioni, con rilievo ai musei contemporanei rivolti all’eterogeneità delle ultime tendenze, individuando ruoli, genealogie dei processi espositivi e raccogliendo progettualità al fine di ricavare modelli curatoriali e museali basati sulla residenza.

Attraverso un sistema di raccolta dati redatto a partire da tre item (parametro, osservazione, valutazione) si confrontano istituzioni intra ed extra UE come ARoS, Kunsthalle Basel e Wiels.

Come strumenti di rilevazione diretta ai profili professionali si adotta il format di interviste conformate e rivolte a head/chief curator e artisti.

Alla ricerca si aggiunge il focus sulle esperienze pregresse di H.Obrist, M. Hansen, I. Kokko, A. Serino e una bibliografia in costante aggiornamento sulle pratiche curatoriali internazionali.

Casi di studio

La metodologia curatoriale descritta parte dalla conoscenza di mostre e collezioni del museo d’arte contemporanea e procede tramite il metodo del visit, individuando artisti e ricerche da includere in progettualità corali e specifiche del museo. La frequentazione del museo per periodi non inferiori a un mese, l’incontro e il confronto critico con professionisti ospitati e attività progettate per la comunità e il territorio, come crit e workshop, costruiscono programmi in cui la residenza assurge a pratica museale, con cui la ricerca si dipana su differenti piani del sapere e permette in conclusione di definire processi espositivi non finalizzati esclusivamente a tradizionali esposizioni, bensì a restituzioni che segnino il passaggio degli artisti nelle riletture delle collezioni e nel confronto con la comunità.

Analisi dei dati e interpretazione dei risultati

Sebbene il museo tenda a configurarsi come spazio relazionale, in alcuni casi si registra una distanza da progetti artistico-sperimentali. Fermo restando le pratiche che rileggono collezioni e programmi che coinvolgono territori e comunità, si propone lo sguardo della residenza come agente moltiplicatore dell’attitudine relazionale e di ricerca del museo contemporaneo.

Secondo le potenzialità dei modelli sotto osservazione si pensa di sviluppare processi espositivi non tradizionali, orientabili alla ricerca e allo sviluppo del museo, restando da verificare replicabilità e impatto sistemico-economico per consentire questo eventuale orizzonte della residenza.

Bibliografia

Crobe, S. (2024). Arte e territorio. Pratiche artistiche tra margini territoriali e disciplinari. Postmedia Books.

Douglas, S., Geczy, A., Lowry, S. (Eds.). (2024). Where is Art? Space, Time and Location in Contemporary Art. Routledge.

Hansen, M. V., Henningsen, A. F., Gregersen, A. (Eds.). (2019). Curatorial Challenge. Interdisciplinary Perspectives on Contemporary Curating. Routledge.

Pringle, E. (2020). Rethinking Research in the Art Museum. Routledge.

Serino, A. (2024). Configurations of Time. Imagining Other Temporalities in the Artist Residency. Set Margins.