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Dottorato di Ricerca AFAM
XLI Ciclo – Primo Anno

Kevin Manuel Rubino

Supervisore

Katia Trifirò

Gli Archivi di Franco Scaldati: lingua, memoria e scena.

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Gli Archivi di Franco Scaldati: lingua, memoria e scena.
dal testo "Indovina Ventura" di Franco Scaldati

Domanda di ricerca

I più recenti studi su Scaldati si sono concentrati prevalentemente sul fondo archivistico conservato presso la Fondazione Cini, da cui sono derivate la pubblicazione dell’operaomnia per Marsilio Editori. Tuttavia, il trasferimento dell’archivio da Palermo a Venezia ha prodotto una frattura simbolica e culturale ancora aperta tra l’opera dell’autore e il territorio in cui egli ha operato.Pertanto, la ricerca propone di parlare non di un unico archivio di Scaldati, ma di “archivi di Franco Scaldati”, includendo i materiali conservati da collaboratori e collaboratrici dell’autore (testi, fotografie, documenti e testimonianze ecc.) come parte integrante di un patrimonio diffuso e ancora attivo.

Il sottotitolo della ricercarichiama inoltre la necessità di interrogare la conservazione di elementi immateriali, come la lingua dell’autore, gli spettacoli prima e dopo la sua scomparsa e infine le memorie de* collaborator*.L’archivionon viene concepito esclusivamente come spazio di conservazione, ma come una rete di memorie vive, radicate nelle esperienze di chi ha condiviso un percorso artistico con l’autore. In questa prospettiva, la ricerca propone un approccio fondato sul concetto di repertorio, inteso nel senso proposto dagli studi sulla performance, ma anche nel suo significato etimologico: trovare materiali, memorie e tracce da riattivare e trasmettere.

Metodologia per raggiungere gli obiettivi

La ricerca adotta una metodologia prevalentemente qualitativa.

Una prima fase del progetto prevede l’identificazione d* collaborator* e testimoni del lavoro di Scaldati, insieme a una ricognizione dei materiali in loro possesso.In seguito, verranno condotte interviste strutturate sui processi creativi e sulla trasmissione postuma dell’opera scaldatiana. In questa fase, il lavoro etnografico assumerà una funzione centrale, attraverso la raccolta di testimonianze, memorie e pratiche di trasmissione ancora attive all’interno della comunità artistica e relazionale legata a Scaldati (performance, incontri).

I materiali raccolti saranno successivamente analizzati alla luce dei performance studies, a partiredalle riflessioni di Taylor e Schneider sui concetti di archivio e repertorio.

La ricerca prevede inoltre momenti di restituzione attraverso articoli, incontri e iniziative dedicate all’opera di Scaldati, con l’obiettivo di attivare forme di accessibilità e trasmissione del patrimonio di Scaldati.

Casi di studio

L’attenzione si concentra in modo particolare sul periodo della sua intensa attività presso il Centro Sociale “San Saverio” dell’Albergheria di Palermo, considerato un momento cruciale per il lavoro dell’autore palermitano.

Analisi dei dati e interpretazione dei risultati

I dati raccolti saranno analizzati per studiare i processi di trasmissione e riattivazione della memoria dell’opera di Franco Scaldati, mettendo in relazione fonti documentarie e orali. L’interpretazione, basata sulle categorie di archivio e repertorio di Taylor e Schneider, leggerà il corpus come un dispositivo vivo di conservazione e riattivazione del patrimonio teatralescaldatiano.

Bibliografia

hooks, b., & Nadotti, M. (2018). L’elogio del margine e scrivere al buio. Tamu Edizioni.

Conelli, C. (2022). Il rovescio della nazione. Tamu Edizioni.

Taylor, D. (2003). The archive and the repertoire: Performing cultural memory in the Americas. Duke University Press.

Valentini, V. (Ed.). (2019). Il teatro è un giardino incantato dove non si muore mai: Intorno alla drammaturgia di Franco Scaldati. Titivillus Mostre Editoria.

Valentini, V. (2020). Teatro contemporaneo 1989–2019. Carocci.