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Dottorato di Ricerca AFAM
XLI Ciclo – Primo Anno

Giulia Bella

Supervisore

Giorgia Di Carlo

Pixel e piazze, la grafica come atto politico: quale ruolo per il design grafico nella comunicazione della resistenza e nella distruzione di contro narrative?

Può la formalizzazione delle 'Grammatiche della Resistenza' fornire gli strumenti metodologici per una pratica grafica di pubblica utilità in contesti di crisi, trasformando i progettisti da autori a facilitatori di processi corali?

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Pixel e piazze, la grafica come atto politico: quale ruolo per il design grafico nella comunicazione della  resistenza e nella distruzione di contro narrative?
Micha? Adamski, Alarm for Gaza! SOS for the Flotilla! Solidarity protest with the Sumud Flotilla, which was carrying aid to the Gaza Strip, and was detained by the Israeli military, 2025, fotografia digitale, archiwumprotestow.pl

Domanda di ricerca

Come può il design grafico diventare strumento di resistenza?

La ricerca indaga le grammatiche visive del dissenso attivate dalle comunità resistenti in condizioni di urgenza sociale, analizzando come varino a seconda delle latitudini geopolitiche e culturali di appartenenza. Il progetto si colloca in un panorama disciplinare ancora incompleto: se la storia del design grafico ha documentato casi di resistenza, mancano studi sistematici che analizzano le proteste nel loro farsi.

Si vuole comprendere come i linguaggi visivi del dissenso individuati nelle società contemporanee vengano costruiti e percepiti nell’immaginario collettivo, quale sia il posizionamento etico-professionale del designer in questo processo, indipendentemente dai valori politici condivisi, includendo il rischio di estetizzazione delle proteste.

Cruciale sarà indagare la smaterializzazione dell’artefatto visivo in risorsa digitale e la tenuta del suo valore semantico nel nuovo contesto.

Questi interrogativi orientano la ricerca tra design grafico e sociologia, attestando la grafica come atto politico.

Metodologia

La metodologia adottata sarà mista: sul piano qualitativo, attraverso l’analisi semiotica di artefatti grafici di comunità resistenti in contesti geopolitici differenti e interviste a progettisti attivi in ambiti di attivismo. Sul piano quantitativo, si procede alla mappatura di diffusione e percezione di immagini di dissenso sui social media, secondo i criteri già osservati in studi su campagne di attivismo online (Fagerholm et al., 2023). L’indagine della percezione online verrà definita attraverso uno studio sistematico che condurrà alla formulazione di una metodologia adeguata.

Casi di studio

L’analisi di casi studio su tematiche d’urgenza appartenenti a diverse comunità resistenti ha rivelato che, a parità di tema, il lessico visivo varia in base al contesto geopolitico. Emergono al contempo ricorrenze di temi e linguaggi, verbali e visivi, trasversali alle diverse resistenze.

Analisi dati ed interpretazione dei risultati

La ricerca integra contributi dagli studi sulla comunicazione visiva e digitale (Yudhanto et al., 2023), sul design partecipativo e l’attivismo grafico (Guayacan e Tjahja, 2022) e sull’analisi della comunicazione politica visiva sui social (Awad et al., 2022). Nagi e Nathalea (2025), Guayacan e Tjahja (2022) affrontano la smaterializzazione dell’artefatto grafico in situazioni di urgenza, sottolineando la necessità di approfondire il rapporto tra designer, comunità resistenti e pratiche collettive. I dati confermano che il passaggio al digitale genera connessioni tra comunità (Fagerholm et al., 2023), mentre lo studio di Guayacan e Tjahja, pur esplorando la figura del designer tra militanza e professione, rimane circoscritto a un singolo caso. Questi risultati aprono alla formalizzazione di una teoria critica del lessico visuale della resistenza, in grado di colmare il vuoto letterario osservato e offrire strumenti interpretativi agli studi di design e alle istituzioni culturali che documentano le proteste contemporanee.

Bibliografia

Awad Sarah, Doerr Nicole, Nissen Anita, A Far-right boundary construction towards the “other”, «Visual communication of Danish People's Party on social media», The British Journal of Sociology, 73 n.5 (2022), p. 985–1005. DOI:10.1111/1468-4446.12975

Fagerholm Anna-Sara, Göransson Karina, Thompson Linda, Hedvall Peter Olaf, Activism online: Exploring how crises are communicated visually in activism campaigns, «Journal of Contingencies and Crisis Management», 31 (2023), p.1034–1043, DOI: 10.1111/1468-5973.12472

Guayacan Marlom Aguiar, Tjahja Cyril, Self-designing protests: Exploring participatory design activism through the Colombian graphic (design) explosion, «Proceedings of the Participatory Design Conference», 2 (2022), p.103–110, DOI: 10.1145/3537797.3537818

Nagi Ereso, Nathalea Mariam, Trends and research directions in graphic design for social values and cultural identity: A systematic literature review, «International Journal of Graphic Design»,?3 n.2 (2025), p. 340–364, DOI: 10.51903/ijgd.v3i2.3101

Yudhanto Sigied Himawan, Risdianto Faizal, Artanto Aphief Tri, Cultural and Communication Approaches in the Design of Visual Communication Design Works, «Journal of Linguistics, Culture and Communication», 1 n.1 (2023), p. 79–90, DOI: 10.61320/jolcc.v1i1.79-90