Gessica Hima
Supervisore
Emilio Macchia
Gessica Hima
Supervisore
Emilio Macchia
Il rapporto tra designer e committenza nella comunicazione visiva del patrimonio culturale: il metodo, la condivisione degli obiettivi e gli strumenti adottati
Domanda di ricerca
In che misura le dinamiche collaborative tra designer e committenza culturale pubblica influenzano l’esito finale di un progetto di identità visiva flessibile? E quali sono le condizioni che ne determinano la sostenibilità nel tempo? La ricerca indaga tre livelli interconnessi: il processo progettuale e relazionale tra le parti coinvolte; le sorti dell’identità visiva una volta ceduta alla committenza; le modalità con cui il pubblico finale riceve l’identità visiva.La ricerca emerge dalla constatazione che il fallimento o la compromissione di un progetto visivo istituzionale raramente è imputabile a un singolo individuo, ma rivela responsabilità sistemiche distribuite tra designer, istituzione e contesto politico-amministrativo.
Metodologia per raggiungere gli obiettivi
La ricerca, basata su una metodologia mista, combina approccio qualitativo e quantitativo, all’interno di un modello process-based: l’attenzione si muove sui processi progettuali e relazionali, a partire dai quali si indagano effetti ed esiti. L’intervista semi-strutturata costituisce lo strumento principale con cui analizzare qualitativamente le dinamiche e criticità dei processi collaborativi, e identificare quantitativamente pattern e ricorrenze tra i soggetti coinvolti.
Casi di studio
Le indagini empiriche sono condotte su un campione di circa venticinque tra studi grafici e designer italiani selezionati secondo criteri di pertinenza rispetto all’oggetto di studio ovvero l’esperienza nella realizzazione di almeno un progetto di identità visiva flessibile per un’istituzione culturale pubblica. Il campione è stato individuato nel tentativo di coprire l’intero territorio nazionale, garantendo eterogeneità geografica e varietà professionale. Nell’analisi quantitativa i partecipanti sono trattati in forma anonima: l’obiettivo è rilevare criticità ricorrenti e possibili cause. Una seconda fase della ricerca estende l’indagine alla committenza attraverso un sondaggio per integrare prospettive differenti e ridurre possibili distorsioni interpretative.
Analisi dei dati e interpretazione dei risultati
L’analisi dei dati, nella sua prima fase di elaborazione, ha consentito di identificare alcune tematiche e criticità frequenti: la discontinuità delle figure di riferimento interne alle istituzioni, l’influenza dei cambiamenti politico-amministrativi sulle sorti dei progetti avviati, e le dinamiche escludenti del sistema dei bandi pubblici. Un dato che emerge con costanza è che la qualità e la sostenibilità di un progetto di identità visiva siano strettamente correlate alla maturità progettuale della committenza. Come osserva Galluzzo (2024), una storiografia centrata esclusivamente sugli artefatti rischia di mitizzare il designer come eroe culturale, trascurando il ruolo dei processi di appropriazione e delle dinamiche sociali. In questa prospettiva, promuovere pratiche di co-progettazione e adottare un approccio process-based, piuttosto che project-based, appare come una direzione utilea favorire allineamento, fiducia e sostenibilità nei rapporti tra designer e committenza pubblica.
Bibliografia
Galluzzo, M. (2024). Logo in real life. Krisis Publishing.
Grant, J., & Vodeb, O. (2023). Post branding. Set Margins'.
Offermanns, I. (2022). Graphic design is (…) not innocent. Valiz.
Lorenz, M. (2021). Flexible visual identities. Slanted.