Federica Giglia
Supervisore
Francesca Pipi
Federica Giglia
Supervisore
Francesca Pipi
Per un Archivio del Teatro in carcere
Domanda di ricerca
Il progetto di ricerca vuole creare un archivio delle realtà diffuse, soprattutto all’interno del territorio siciliano, del fenomeno del Teatro in Carcere, finora mai eseguito. Se da un lato il teatro sociale mira ad un suo uso terapeutico in situazioni di disagio, dall’altro i Performance Studieslo sottraggono agli stereotipi di una comoda categorizzazione di cura, privilegiando, secondo l’As Performance, una lettura teatrale di una realtà non teatralizzata. Nella specificità italiana, essendo gli scenari con grande marginalitài più ricercati per promuovere la rinascita dell’individuo, aumenta l’attività teatrale all’interno degli istituti penitenziari. Data l’attenzione scientifica e mediatica del fenomeno, ci si ritrova, però, davanti ad una scarsa documentazione archivistica, soprattutto riguardo le realtà all’interno del territorio, tra cui la “Libera Compagnia del Teatro per Sognare”, nata all’interno della casa circondariale di Messina.
Metodologia per raggiungere gli obiettivi
La metodologia adottata sarà di tipo qualitativo. A seguito di una schedatura completa della letteratura scientifica inerente, l’esperienza di Volterra, pioniera in questo ambito, sarà la base per un confronto nazionale e territoriale. Partendo da una mappatura delle varie compagnie nazionali, indagate tramite studio ed esperienza sul campo, si provvederà ad intervistare gli attori delle stesse e coloro che ne hanno curato laboratori e messe in scena. Si tratta di una ricerca practice-based, data la partecipazione attiva della dottoranda all’interno del progetto teatrale nella Casa circondariale di Messina, in qualità di aiuto regia. Per una maggiore visibilità ad una realtà tanto ricercata, quanto poco accessibile, si provvederà a creare un archivio digitale delle compagnie presenti soprattuttosul territorio siciliano, cercando altresì di favorire una collaborazione tra i vari istituti penitenziari, al fine di formare una rete di comunicazione artistica.
Casi di studio
Tra le varie realtà, il focus riguarderà la Compagnia messinese, riconosciuta dal panorama contemporaneo teatrale per gli spettacoli fuori dalle mura detentive. Questa realtà permette una formazione teatrale del detenuto, garantendo un prosieguo all’esterno e, dunque, la crescita della compagnia. Sarà di massima importanza indagare altri casi di studio italiani e siciliani, per unapossibile archiviazione totale del fenomeno. Durante il periodo di permanenza estera, si cercherà un confronto con il regista Rui Frati, direttore del Théatredel’Opprimé, per un’analisi metodologica completa tra la realtà messinese e quella francese.
Analisi dei dati e interpretazione dei risultati
In questa prima parte è stataindagata la letteratura scientifica, tra cui il lavoro della Storani, che rappresenta uninteressante, nonché rigoroso, inquadramento del fenomeno. Inoltre,si è cominciato a visionare materiale audiovisivo e visivo della compagnia messinese, cercando di mappare un profilocronologico puntuale delle attività e delle esperienze, ravvisando un’esponenziale crescita di qualità e di quantità di repertorio.
Bibliografia
Boal Augusto, Giochi per attori e non attori. Introduzione al Teatro dell’oppresso, Dino Audino, Roma, 2020
Pontremoli Alessandro - Ghiglione Alessandra Rossi, Per-formare il sociale. Performing arts, well-being e salute di comunità, Bulzoni, Roma, 2025
Punzo Armando, Un’idea più grande di me, Luca Sossella Editore, Roma, 2019
Storani Martina, Storia del teatro in carcere in Italia. Teorie ed esperienze, Bulzoni Editore, Roma, 2025
Schechner Richard, Performance Studies. An introduction, Routledge, New York, 2020