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Dottorato di Ricerca AFAM
XLI Ciclo – Primo Anno

Elisabetta Laviano

Supervisore

Marco Lo Curzio

Design della Pubblica Fiducia

Pratiche visive e dispositivi di partecipazione per la narrazione condivisa del territorio

Civic DesignSocial DesignArchivio PartecipatoMemoria CollettivaFiducia Pubblica
Design della Pubblica Fiducia
Mimmo Rapisarda, Homepage — Benvenuti a Katane, s.d., grafica digitale, dimensioni variabili. URL: https://www.mimmorapisarda.it/katane.HTM

Domanda di ricerca

In che modo il design della comunicazione visiva può fare dell’archivio un dispositivo di narrazione condivisa del territorio, operando come strumento di mediazione tra sfera istituzionale e sfera civica, contribuendo alla costruzione di un concetto misurabile di fiducia pubblica e producendo un modello metodologico trasferibile? Il territorio etneo e la città di Catania costituiscono il caso studio su cui sperimentare questa ipotesi e produrre un Toolkit metodologico trasferibile a contesti analoghi.

Metodologia

La ricerca adotta un approccio research through design con metodologia mista — qualitativa per l’interpretazione dei dati visivi e narrativi, quantitativa per la misurazione dei processi partecipativi — al fine di verificare il ruolo di mediazione della comunicazione visiva, nei processi di crescita della fiducia pubblica di una comunità. La ricerca si articola attorno a tre nuclei metodologici connessi: la definizione di fiducia pubblica come campo operativo del design; la fondazione di un archivio come dispositivo partecipato; l’attivazione dell’archivio partecipato come sorgente di artefatti visivi utili a avviare processi di relazione tra sfera civica e sfera istituzionale della comunità.

Casi di studio

Sul piano locale, la ricerca coinvolge realtà civiche e culturali attive nella narrazione del territorio — Fermento Urbano, Isola Catania, Suq — Unconventional Sicily — in dialogo con istituzioni scientifiche e archivi come l’INGV di Catania e l’Archivio di Librino. Il confronto con modelli europei di civic design — Design Academy Eindhoven, ESAD Matosinhos — permette di validare il modello in contesti con tradizioni consolidate di comunicazione pubblica partecipata, adattandone i principi al contesto mediterraneo.

Analisi dei dati e interpretazione dei risultati

L’analisi si struttura sul contributo tre tipologie di attori che costruiscono e navigano l’archivio: chi attraversa il territorio da esterno come ricercatore di differenze, chi lo abita stabilmente come portatore di esperienza diretta, e sui prodotti visivi e editoriali già esistenti come tracce di narrazioni precedenti. La fiducia pubblica non viene studiata in senso sociologico, ma inferita da indicatori osservabili — partecipazione, riconoscimento, circolazione degli artefatti, risposta istituzionale — che potrebbero segnalare forme molteplici di avvicinamento tra soggetti distanti, pur riconoscendo che tali segnali rimangono aperti a interpretazioni alternative.

I risultati verranno interpretati alla luce delle pratiche di archiviazione come “ossessioni produttive” (Baldacci, 2017) e del paradigma del design per l’innovazione sociale (Manzini, 2019), per valutare se il modello costituisce un contributo trasferibile al campo del design di pubblica utilità.

Bibliografia

Baldacci, C. (2017). Archivi impossibili. Un'ossessione dell'arte contemporanea. Johan & Levi.

Escobar, A. (2018). Designs for the Pluriverse. Radical Interdependence, Autonomy, and the Making of Worlds. Duke University Press.

Groys, B. (2023). Filosofia della cura (V. Cianci, trad.). Timeo.

Manzini, E. (2022). Livable Proximity. Ideas for the City that Cares. EGEA.

Warburg, A. (2019). Mnemosyne Atlas. Warburg Institute.