Sito in fase di aggiornamento
Dottorato di Ricerca AFAM
XL Ciclo – Secondo Anno

Elisa Raciti

Supervisore

Marco Lo Curzio

Cronache Siciliane

Immaginazione collettiva e future literacy in territori complessi e danneggiati

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Cronache Siciliane
Elisa Raciti; Poster archivio per il Collettivo Sentieri Immaginari; 2025; Stampa digitale; 50x70

Domanda di ricerca

Come cambia il ruolo del designer come mediatore tra comunità e processi decisionali? Come può lo speculative design tradurre la complessità di un territorio in immaginari utili alla mediazione tra cittadini e policymaker?

Metodologia

La ricerca adotta una metodologia practice-based qualitativa che integra design speculativo, innovazione sociale e design partecipativo.

La research through design è utile per generare conoscenza attraverso l’atto pratico del progetto: le pratiche partecipative permettono alla ricerca di radicare nel contesto locale e alla designer di essere osservatrice attiva. Il processo tende alla co-progettazione di experiential futures, poi utilizzati per rendere tangibili scenari complessi e sviluppare una future literacy collettiva facilitando la mediazione tra attori diversi.

Il processo mira a trasformare l’immaginazione collettiva in un motore di innovazione sociale rendendo le comunità capaci di co-progettare attivamente il cambiamento del proprio territorio.

Casi di studio

Sentieri immaginari è un collettivo di cittadini attivisti di Augusta, città della costa Siciliana segnata da industrializzazione petrolchimica e definita zona di sacrificio ambientale (Pinto, 2025). La designer s’inserisce facilitando e partecipando ad assemblee e sessioni di mappatura stratificata (storica, infrastrutturale, ecologica) che visualizza e restituisce in artefatti grafici discussi e rielaborati. Il progetto struttura sessioni d’immaginazione speculativa partecipata agendo come dispositivo metodologico per favorire l’interlocuzione con decision maker e promuovere la co-creazione di nuove traiettorie politiche.

Design for Climate Imaginaries. Un percorso di ricerca e formazione sulle trasformazioni climatiche e l’equità sociale, inteso come dispositivo di apprendimento dove saperi scientifici e pratiche collettive si contaminano. Il progetto sperimenta strumenti didattici capaci di rendere visibili le interrelazioni tra spazio, ecologia e società, mettendo le comunità locali al centro dei processi di cambiamento sfruttando il territorio di Piazza Garibaldi, Napoli, come laboratorio vivente.

Analisi e interpretazione

Il danno ambientale è un “iperoggetto”, non è possibile esperirlo direttamente perché distribuito nel tempo e nello spazio. Può lo speculative design essere strumento di traduzione per l’attraversamento di questa complessità? Il design partecipato genera uno “spazio contestabile”(Manzini 2025) dove comunità e policy makers possono condividere uno stesso immaginario. Il nuovo deve emergere dall’interazione di diversi attori che agiscono parzialmente senza sapere quale figura stanno contribuendo a creare (Lorusso, 2025). L’immaginazione di un futuro eutopico fa emergere le tensioni (Cardini e Wang, 2024) di un territorio danneggiato: contaminazione, biodiversità residua e possibilità non realizzate. Il radicamento locale e la pratica situata e partecipativa attutiscono il rischio che lo speculative design resti un esercizio astratto ed autoreferenziale. La traduzione, la mediazione e l’immaginazione eutopica generate attraverso visualizzazioni co-progettate possono sviluppare una futures literacy (Sikorska, 2024) condivisa tra cittadini e policymakers.

Bibliografia

Cardini, P., & Wang, I. V. (2024). ReFuturing: New prompts for new ecological visions. In R. B. Egenhoefer (Ed.), Routledge handbook of sustainable design (2nd ed). Routledge.

Lorusso, S. (2025, March 21). Late futurism: The future as a mode of the present [Issue 3.2]. Hotpot. Parco Gallery. https://gallery.frakas.design/late-futurism-the-future-as-a-mode-of-the-present-2/

Manzini, E. (2025). Sailing against the wind. In I. Mitrovi? & D. Vanette (Eds.), Reclaiming hope: navigate (un)certainty, imagine better futures. The Centre for Creativity, Museum of Architecture and Design.

Pinto, A. (2025). Il sacrificio ambientale come disuguaglianza territoriale. In F. Perocco & G. Pirina (Eds.), Le disuguaglianze territoriali in Italia (pp. 399–418). Edizioni Ca' Foscari.

Sikorska, J. (2024). Collective climate imagination: Towards a collective imagination and design practice for transformative climate adaptation. University of Applied Arts Vienna.