Cristina Sabato
Supervisori
Ambra Stazzone
Lorenzo Di Silvestro
Cristina Sabato
Supervisori
Ambra Stazzone
Lorenzo Di Silvestro
Rimediare il Rimosso.
Nuovi media e pratiche di mitopoiesi collettiva
Domanda di ricerca
In che modo la cultura egemonica, nell’interpretazione gramsciana, si costituisce e opera reprimendo immaginari e desideri ritenuti inaccettabili, producendo quello che si definisce represso culturale (Orlando, 2025) e in che modo i nuovi media possono rimediarlo, riattivandolo nel presente e orientandolo verso l’immaginazione di nuovi futuri?
Ciò che viene escluso non scompare, ma permane come possibilità latente, agendo nel presente sotto forma di narrazioni e di immaginari non realizzati. Il represso culturale diventa una categoria analitica per indagare i processi di produzione di senso, in una cultura strutturata da pratiche di selezione e marginalizzazione.
In questa prospettiva, la pratica artistica assume un ruolo centrale come dispositivo di mediazione e di riemersione, capace di attivare tali possibilità e renderle condivisibili. I nuovi media operano come ambienti di rimediazione, in cui il passato viene riattivato e trasformato: essa diventa così un’operazione culturale e politica, attraverso cui l’arte contribuisce alla riappropriazione delle narrazioni e alla costruzione di immaginari collettivi.
Metodologia
La metodologia di ricerca è practice-based, utilizzando fasi di raccolta dati con approccio misto. La ricerca prevede:
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analisi di fonti storiche
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realizzazione, tramite il coinvolgimento di associazioni culturali operanti nel territorio catanese interessate a questa fase del progetto, di workshop finalizzati alla raccolta di ricordi e racconti orali personali e collettivi, favorendo la costruzione di narrazioni condivise e co-partecipate, contrastando dinamiche di esclusione.
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catalogazione e analisi di quanto ottenuto nella fase precedente per la costruzione di una base di conoscenza funzionale alla successiva fase progettuale.
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i materiali verranno successivamente per la creazione o la co-creazione di un dispositivo artistico interattivo e immersivo, in cui la pratica artistica, emersa da questo processo, opera come dispositivo di mediazione tra artista e comunità, sviluppato anche in dialogo con realtà di ricerca estere, utilizzando tecnologie open source.
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restituzione, incontesti pubblici e urbani, che attiverà una seconda fase di raccolta dati, qualitativi e quantitativi, finalizzataall’osservazione dell’eventuale riattivazione degli immaginari emersi e a valutarne l’efficacia come dispositivo di rimediazione.
Casi di studio
Il caso di studio prende in esame le “doñas de fuera” come traccia di un immaginario radicato nel contesto siciliano, legato a pratiche di cura e mediazione tra visibile e invisibile (Geremia, 2024). Figure liminali, progressivamente ricondotte, a partire dal XV secolo con l’Inquisizione, alla stregoneria attraverso processi di marginalizzazione.
Analisi dei dati
L’analisi dei dati raccolta si concentrerà sulle narrazioni e sugli immaginari che emergeranno e che verranno negoziati nel processo co-partecipato. I risultati serviranno a validare l’intero processo della ricerca, valutando l’efficacia del metodo nella riattivazione del represso culturale, nella produzione di contro-narrazioni e nella trasferibilità del modello in contesti differenti.
Bibliografia
Eichler, J. (2021). Intangible cultural heritage, inequalities and participation: Who decides on heritage? The International Journal of Human Rights, 25(5), 793–814. https://doi.org/10.1080/13642987.2020.1822821
Lughi, G. (2023). Il ruolo dell’immaginario nella cultura digitale. DiCultHer. ISSN 2785-308X. https://www.diculther.it/rivista/il-ruolo-dellimmaginario-nella-cultura-digitale/
Fu, Y., Mahony, S., & Liu, W. (2023). Reconstruction of cultural memory through digital storytelling: A case study of Shanghai Memory project. Digital Scholarship in the Humanities, 38(4), 1522–1535. https://doi.org/10.1093/llc/fqad044
Geremia, C. S. (2024). The Donna de Fora: A Sicilian Fairy–Witch in the Early Modern Age. Religions, 15(2), 161. https://doi.org/10.3390/rel15020161
Mandolessi, S. (2024). Memory in the digital age. Open Research Europe, 3, 123. https://doi.org/10.12688/openreseurope.16228.2