Cristiana Nicolò
Supervisori
Dario Tomasello
Loredana Faraci
Cristiana Nicolò
Supervisori
Dario Tomasello
Loredana Faraci
Tracce viventi: la compagnia Scimone Sframeli tra archivio e repertorio
Pratiche di riattivazione dell’archivio teatrale contemporaneo
Domanda di ricerca
Cosa resta della scena quando lo spettacolo finisce? La ricerca indaga l’archivio teatrale contemporaneo non come luogo di conservazione passiva, ma come dispositivo capace di riattivare processi performativi e nuove possibilità interpretative. Il caso dell’archivio personale di Spiro Scimone viene assunto come terreno di verifica per comprendere in che modo documenti, copioni, bozzetti e materiali di scena possano prolungare l’esistenza dello spettacolo oltre la performance, interrogando il confine tra archivio, memoria e repertorio.
Metodologia
La ricerca adotta un approccio interdisciplinare che integra performance studies, archivistica contemporanea e pratiche di ricerca artistica. Il lavoro prevede analisi, catalogazione e digitalizzazione dei materiali conservati nell’archivio della compagnia Scimone Sframeli. La catalogazione segue criteri tipologici e cronologici, facendo riferimento a standard archivistici e catalografici nazionali e internazionali, come ICCD e ISAD(G), adattati alle specificità del materiale performativo contemporaneo. La digitalizzazione è concepita come costruzione di un sistema relazionale capace di mettere in connessione materiali e fasi differenti del processo creativo.
Casi di studio
Il caso principale è costituito dall’archivio personale di Spiro Scimone, con particolare attenzione agli spettacoli Amore (2015), Sei (2019) e Fratellina (2022), scelti per osservare l’evoluzione dei processi compositivi della compagnia. La ricerca prevede inoltre un confronto con le esperienze di Carullo-Minasi e Teatro Pubblico Incanto, al fine di individuare continuità e divergenze metodologiche.
Analisi dei dati e interpretazione dei risultati
Le prime analisi evidenziano come i materiali d’archivio non si limitino a documentare lo spettacolo, ma ne costituiscano una prosecuzione processuale. La frammentarietà dei documenti suggerisce modalità di lettura non lineari, in cui l’archivio assume una funzione generativa. L’originalità del contributo risiede nell’applicazione di strumenti archivistici e digitali allo studio dei processi creativi teatrali contemporanei. L’output atteso consiste nella costruzione di un archivio digitale interrogabile e nella definizione di un modello metodologico trasferibile ad altri archivi performativi contemporanei.
archivio teatrale; memoria performativa; processi creativi; digital humanities; repertorio
Bibliografia
Taylor, D. (2019). The archive and the repertoire: Performing cultural memory in the Americas. Duke University Press.
Schneider, R. (2020). Performing remains: Art and war in times of theatrical reenactment. Routledge.
Lepecki, A. (2019). Singularities: Dance in the age of performance. Routledge. De Marinis, M. (2018). Il teatro dopo l’età d’oro. Bulzoni.