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Dottorato di Ricerca AFAM
XL Ciclo – Secondo Anno

Chiara Nicoletta Compagnino

Supervisori

Viviana Scalia

Loredana Faraci

Memoria e materialità della scena: l’archivio del Teatro Stabile di Catania come bene comune.

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Memoria e materialità della scena: l’archivio del Teatro Stabile di Catania come bene comune.
Titus Vossberg, Figurino per l’opera Mariana Pineda di Federico Garcia Lorca, 1963, Tecnica mista su carta tonalizzata e campione di tessuto, 34,5 x 26,5 cm, Catania, Archivio Teatro Stabile.

Domanda di ricerca

In che modo l’archivio storico del Teatro Stabile di Catania (TSC) può essere ordinato, catalogato e digitalizzato come bene comune (Settis, 2012), coniugando conservazione, accessibilità e trasmissione della memoria attraverso modelli innovativiispirati alle più rilevanti praticheistituzionali teatrali?

Metodologia

La ricerca adotta l’approccio practice-led e si articola in due fasi complementari. La prima, di carattere empirico, ha previsto l’intervento diretto sul fondo TSC: recupero fisico, riorganizzazione e catalogazione scientifica secondo gli standard nazionali ICCD, avvalendosi delle schede D (bozzetti e figurini) e delle schede S (locandine e manifesti), con focus sul decennio 1958-1968.L’approccio qualitativo della ricercaha portato alla catalogazione di circa 751 unità archivistiche. La seconda fase, comparativa, ha messo a confronto i modelli di catalogazione e digitalizzazione spagnoli con il sistema italiano, al fine di elaborare un protocollo metodologico replicabile per l’archivio del TSC.

Casi di studio

L’indagine muove da casi studio specifici per osservare diversi modelli di gestione archivistica. Il lavoro svolto sul fondo del TSC trova un utile termine di confronto nelle pratiche adottate dal Museo Reina Sofía,scelto perché affronta la tensione tra logica archivistica e museale nella gestione di materiali documentali a valenza artistica, nodo critico condiviso col fondo TSC. Con migliaia di documenti tra Archivo Central e FondosDocumentales, il museo adotta un sistema ibrido (MARC 21+ISAD(G)) con accesso stratificato sulla loro piattaforma web. L’intervista con Laura P. González ha permesso di approfondire la “porosità del fatto artistico”: bozzetti e figurini come materiali di confine tra documento e opera. A ciò si aggiungono le osservazioni al Museo del Traje che adatta il sistema DOMUS agli ephemera, e al CDAEM e CIRAE, per l’interoperabilità e l’aggregazione dei dati in piattaforme internazionali come Europeana.

Analisi dei dati e interpretazione dei risultati

In assenza di un censimento aggiornato del patrimonio teatrale italiano, la ricerca ha avviato un questionario rivolto a diverse istituzioni, al quale si affiancano interviste condotte presso enti spagnoli coinvolti nella fase comparativa. L’analisi ha permesso di approfondire modus operandi e livelli reali di interoperabilità, restituendo un confronto tra modelli organizzativi. Emerge una criticità comune: la difficile coesistenza tra logica archivistica e museale, che porta talvolta all’uso di strumenti museografici in archivio, compromettendo le relazioni organiche del fondo e violando i principi dell’archivistica internazionale. La soluzione non è la digitalizzazione massiva, ma la definizione di priorità: per il TSC, i primi anni di attività risultano più vulnerabili e richiedono interventi urgenti.Questi modelli orientano il TSC verso un protocollo su tre livelli:ISAD(G) per la descrizione del fondo, ICCD per la valorizzazione dei singoli materialie accessibilità stratificataper bilanciare apertura pubblica e tutela del bene.

Bibliografia

Allegrezza, S. (2021). La digitalizzazione del patrimonio culturale. Linee guida, standard, esperienze. Torre del Lato Puccini;

Borgi, M., Novello, E., & Simonetti, R. (a cura di). (2021). Archivi 4.0 e Paesaggio. La digitalizzazione del patrimonio culturale. Cleup;

Bruni, F. (2023). Europeana Reuse: la Commissione europea e il riuso del patrimonio culturale digitale. DigItalia. Rivista del digitale nei beni culturali, 3(2);

Esteban Celorio, L. (2024). Web y archivo digital, el objeto semántico como modelo de interfaz y herramienta en la museología contemporánea. Università Autonoma di Madrid;

Pedrazzi, R. (2023). L’intelligenza artificiale per il riuso dei patrimoni digitali: stato dell’arte e prospettive future. DigItalia. Rivista del digitale nei beni culturali, 3(2);