Benedetta D'Amico
Supervisore
Francesco Di Vincenzo
Benedetta D'Amico
Supervisore
Francesco Di Vincenzo
Palcoscenico digitale: analisi e valorizzazione degli ordini del giorno nel teatro del Novecento
Domanda di ricerca
La ricerca si concentra sugli ordini del giorno teatrali del Novecento, materiali spesso ignorati dalla storiografia perché considerati semplici documenti gestionali. L’obiettivo è dimostrare che questi sono in realtà fonti primarie fondamentali per la ricostruzione del lavoro quotidiano in teatro; infatti, grazie alla loro analisi è possibile studiare la genesi delle produzioni, le pratiche di regia e i processi organizzativi, mettendo in luce aspetti storici che le fonti tradizionali raramente documentano.
Metodologia per raggiungere gli obiettivi
Il lavoro si è basato sul censimento e sull’analisi diretta dei documenti. Per l’organizzazione dei dati è stata utilizzata una scheda catalografica che integra lo standard ISO 8601 per le date, a campi descrittivi redatti appositamente, tra cui la sezione dedicata alle note manoscritte; essa riporta per intero le annotazioni autografe presenti sui documenti, che spesso risultano difficilmente leggibili a causa dell’usura del tempo o di grafie complesse: per facilitare la decifrazione e trascrizione di queste note, è stata impiegata l’intelligenza artificiale come supporto tecnico. L’adozione del formato CSV garantisce inoltre l’interoperabilità dei dati, rendendo il protocollo esportabile e i risultati pronti per l’integrazione in diversi ecosistemi digitali e studi comparativi.
Casi di studio
I primi documenti sono stati individuati presso il Teatro Stabile di Catania, la Biblioteca SIAE e l’archivio Enrico Maria Salerno. Tuttavia, il nucleo più consistente della ricerca è emerso dall’Archivio del Piccolo Teatro di Milano. Tra questi faldoni vi sono documenti che registrano l’impatto di eventi storici sulla vita interna del teatro: un ordine del giorno del 12 dicembre 1969, firmato da Grassi, che sospende lo spettacolo per il pericolo di attentato, testimonianza della strage di Piazza Fontana; il protocollo che istruiva minuziosamente gli attori sugli inchini da seguire per la visita dei reali a teatro. Documenti come questi, non si limitano a documentare l’attività teatrale, ma sono delle vere e proprie testimonianze di memoria storica nazionale.
Analisi dei dati
e interpretazioni dei risultati
Dall’incrocio dei dati emerge chiaramente come per il Piccolo Teatro l’ordine del giorno rappresentasse una componente imprescindibile, vera e propria estensione della visione artistica di Strehler e Grassi. I documenti infatti riflettono un modello organizzativo basato su una disciplina rigorosa, dove ogni dettaglio della giornata lavorativa era finalizzato alla riuscita del progetto scenico, senza tuttavia trascurare la dimensione umana che caratterizzava la gestione di entrambi i direttori.
Inoltre, l’analisi rivela che l’uso quotidiano dell’ordine del giorno rispondeva a una necessità ben precisa: in un teatro come il Piccolo, frammentato tra palcoscenico, laboratori e uffici, il foglio in bacheca rappresentava l’unico canale di comunicazione simultaneo e a lettura obbligatoria per tutti, dai tecnici agli attori. Scrivere su questi documenti serviva a far sì che ogni comunicazione arrivasse a destinazione.
Bibliografia
Allegrezza, S. (2021). La digitalizzazione del patrimonio culturale. Linee guida, standard, esperienze. Torre del Lago Puccini.
Derrida, J. (1996). Mal d’archivio. Un’impressione freudiana. Einaudi.
Foucault, M. (1969). L’archeologia del sapere. Einaudi.
Gregori, M. G. (1997). Il Piccolo Teatro di Milano. Cinquant’anni di cultura e spettacolo. Leonardo Arte.
Guercio, M. (2013). Conservare il digitale. Principi, metodi e procedure per la conservazione a lungo termine di documenti digitali. Laterza.