Andrea Santini
Supervisore
Chiara Pirozzi
Andrea Santini
Supervisore
Chiara Pirozzi
Pittura emergente e spazi indipendenti.
Un’indagine sul tema della luce e sulla periferia.
Domanda di ricerca
La domanda di ricerca ha origine dalla mia pratica artistica che si fonda sul linguaggio della pittura: è possibile realizzare un’indagine sistemica che conduca ad una mappatura degli artisti italiani emergenti nati a cavallo del 2000 e che scelgono la pittura come medium privilegiato, identificando nello specifico coloro che si interrogano sul significato del dipingere la luce e il suo mistero, che parte dallo studio sulla periferia come luogo di vita, di ricerca artistica e di esposizione?
Metodologia
La ricerca combina studio teorico e indagine qualitativa empirica: il quadro teorico si avvale di contributirecenti quali l’analisi dello stato dell’arte pittorica nazionale proposta daGullì (2023) e l’indagine sugli spazi indipendenti e le pratiche artistiche europee curata da Murphy e Cullen (2023).
L’indagine sul campo, esplorativa e basata su case studies multipli (studio visit e interviste)
è volta ad individuare artisti appartenenti alla Gen Z che hanno scelto di stabilire la propria residenza e il proprio studio in contesti periferici, rurali o soggetti a spopolamento, allontanandosi dai grandi centri culturali urbani e che si interrogano sul significato di dipingere la luce come concetto di “mediazione” tra la realtà, la conoscenza e l’esperienza.
I criteri utilizzati per il campionamento sono tre:
investigazione del paesaggio:luoghi marginali a rischio scomparsa demografica. L’estinzione non è fine, ma condizione per una futura apparizione simbolica attraverso l’arte;
pratica dell’osservazione dal vero:esercizio di reciprocità visiva che decostruisce la dualità soggetto/oggetto; guardare implica essere guardati dall’ambiente;
iteratività e risonanza processuale:metodologia seriale basata sulla ripetizione variata dello stesso soggetto in un ciclo temporale definito (un anno solare).
Casi di studio
Mi concentrerò su un campione di collettivi, studi e centri di ricerca animati da giovani artisti e localizzati in aree periferiche del territorio italiano. Nei primi mesi della ricerca ho già effettuato due studio visit pressoWac – Collettivo per l’arte (TN), Hugo Ciappi (FI). Nei prossimi mesi sono in programma altre due missioni di ricerca presso Le Fonticelle (IS), Habitat (FC).
Analisi dei dati e interpretazione dei risultati
L’obiettivo è mappare innovativamente le pratiche artistiche nelle periferie, distinguendosi da Olcuire e Attili (2024) che, pur documentando il fermento nelle aree interne (In fermento), non approfondiscono il legame tra decentramento abitativo e ricerca estetica sulla luce. Si valida l’ipotesi che le nuove generazioni adottino il decentramento geografico non solo per motivi economici, ma come esigenza epistemologica: cercare una connessione intima con la natura e uno studio fenomenologico della luce, in contrapposizione all’iper-produttività in contesti metropolitani capitalistici. La luce non è analizzata in accezione fisico-ottica (onda/particella), ma concettualizzata come materializzazione dell’immagine. Nella pittura, essa supera la dimensione soprasensibile per rendersi visibile nel reale, diventando sostanza dell’opera.
Bibliografia
Murphy, G. Cullen, M. (2023). Artist-Run Europe: Practice/Projects/Spaces. Set Margins’.
Erbani, F. (2021). Dove ricomincia la città. Manni.
Olcuire, S. Attili, G. (2024). In fermento: Pratiche artistiche e culturali nei territori interni Italiani. Robida.
Gullì, D. (2023). Pittura italiana oggi - Italian painting today. Electa.
Caliandro, C. (2026). Us in the world. An investigation into the foreign perception of contemporary Italian art. Marsilio Arte.